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L’ETÀ DEL BRONZO
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Nei primi secoli del II millennio a.C. viene introdotta in Italia la metallurgia del bronzo, originata nel Mediterraneo orientale. L’uso di questo metallo, composto dalla fusione di rame e stagno, caratterizza questo stadio culturale sino all’introduzione, dopo circa un millennio, della lavorazione del ferro -età del Ferro-, alle soglie delle civiltà che svilupparono la scrittura. Le modalità di insediamento sono varie: gli abitati palafitticoli e perilacustri (vedi vetrina di Ledro), i grandi impianti emiliani delle Terramare (vedi vetrina di Castione dei Marchesi), gli insediamenti in grotta legati alle attività dei gruppi dediti alla pastorizia (vedi vetrine di Grotta Misa, Grotta del Noglio), gli abitati all’aperto in zone strategiche di comunicazione (vedi vetrine di S. Maria in Castello e di Le Sparne-Poggio Buco). Alla fine dell’età del Bronzo si afferma con ampia diffusione la pratica funeraria dell’incinerazione. Le attività metallurgiche sono alla base dell’intensificarsi dei rapporti commerciali e culturali con altre aree; nell’Italia centro-settentrionale sono documentati contatti preferenziali con l’Europa centrale; il Sud della penisola e le isole hanno più stretti contatti con l’Egeo e con il mondo miceneo. All’inizio del I millennio a.C. e nella successiva età del ferro risalgono i primi grandi centri protourbani e la formazione di gruppi culturali regionali corrispondenti alle entità etnico-linguistiche degli antichi Italici. |