Nell’analisi della cultura materiale delle comunità neolitiche l’attenzione degli studiosi si è spesso concentrata in Italia sui soli aspetti ceramici, considerati strumento principale per la definizione dei gruppi culturali e delle facies regionali.
Questo orientamento ha finito per relegare in secondo piano le industrie litiche e ne ha fatto scordare l’ampio potenziale informativo. Il loro studio non solo ci aiuta a ricostruire le attività praticate nel sito, le funzioni delle singole strutture, le tradizioni tecnologiche dei gruppi umani e il loro rapporto con il territorio, ma permette a volte di identificare panorami culturali ben più articolati di quelli che la documentazione ceramica riesce a cogliere.
È dunque necessario avviare una riflessione sugli “aspetti litici” delle culture del Neolitico italiano, non solo allo scopo di recuperare linguaggi tipologici comuni, necessari a caratterizzare le diverse facies culturali, ma anche per sviluppare adeguati strumenti di analisi e fare un punto sulle conoscenze ad oggi acquisite.
. |